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welcome home: formazione in un ambiente casa

WELCOME HOME: FORMAZIONE IN UN AMBIENTE CHE “SA DI CASA”

Con Isabel Colombo abbiamo fatto una riflessione sull’utilizzo di spazi alternativi dove organizzare giornate di formazione – team building: il suo punto di vista ha inizio con la parola CASA. L’accoglienza e la creatività, che circondano, gli Ospiti favoriscono l’apprendimento.

Quando mi capita di organizzare dei momenti di formazione, le richieste sono sempre piuttosto standard: una sala per accogliere “X” persone, video proiettore, una lavagna, microfoni. È come se questo tipo di evento dovesse per forza rientrare in uno schema ben preciso, con i suoi elementi standardizzati, che danno tanta sicurezza: niente distrazioni, solo l’essenziale per essere sicuri che “i partecipanti guardino solo me e facciano attenzione alle slide”, come dicono alcuni manager.

Ma significa davvero questo, fare formazione? Crediamo davvero che far sentire una persona costretta, inquadrata, creativamente compressa sia la via per avere tutta la sua attenzione? No, io credo che questa sia solo una modalità comoda e stereotipata, che nella testa dei partecipanti suona più o meno così: “Un’altra noiosa giornata di convegno/conferenza… speriamo finisca presto che devo andare a casa!”.

CASA. La parola magica.
Casa – e in questo caso è lo spazio prescelto per l’evento – dove tutti possono trovare la serenità, l’ambiente creativo dove essere finalmente se stessi. Dove non c’è bisogno di mettere maschere e si può dare il meglio di sé, dedicandosi al meglio alle attività che si condividono con i colleghi, durante la giornata.

Ecco perché fare teambulding – formazione o qualsiasi altra attività aziendale in un ambiente che sa di casa significa avere alcuni assi nella manica in più:
– le persone abbassano le difese e anziché approcciarsi alle attività come se fosse imposto dall’alto, vi si approcciano in modo più conviviale, sicuramente più produttivo dal punto di vista del consolidamento del gruppo;

– la creatività è lasciata a briglia sciolta, specie se nello spazio dove avviene formazione ci sono oggetti che stimolano la fantasia e l’immaginazione, come per esempio accade negli spazi “Lounge” e “Color” della location 10 Watt, dove ogni elemento è diverso dall’altro e non finisce mai di stupire. Quindi, creatività a mille = più idee, più soluzioni, più innovazione che circola liberamente;

– le persone si rilassano lavorando. Che per gli adepti delle vecchie teorie per cui “se sei concentrato sul lavoro devi eliminare qualsiasi distrazione” sembra uno scandalo; ma il punto qua non è distrarre le persone, è farle sentire a loro agio.È creare un ambiente confortevole, dove possano associare che Lavoro non è solo “fatica e sangue”, bensì anche condivisione, relazioni, dove gli uni si possano prendere cura degli altri. Proprio come accade in una famiglia.

In breve: l’ambiente che scegliete per il vostro teambulding – formazione sta già comunicando alle persone cosa aspettarsi dalle attività della giornata e soprattutto che tipo di attitudine avranno nei vostri confronti: volete dei partecipanti annoiati che magari vi fanno anche un po’ muro? Oppure, volete abbassare il loro “firewall” per avere tutta la loro attenzione e permettere che i concetti si trasmettano più fluidamente? A voi la scelta.

Isabel Colombo (guarda il suo profilo LinkedIn)