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Marta Grossi di Banana Graffiti - 10 Watt Location Milano

MARTA GROSSI DI BANANA GRAFFITI

Sono appassionata di fenicotteri, trovo che siano degli animali affascinanti e decisamente originali per il colore delle loro piume. Una sera, bighellonando su Instagram, mi sono imbattuta nella foto di una banana sulla quale erano disegnati dei bellissimi fenicotteri rosa, e questa immagine mi ha subito incuriosita. Clicco sulla pagina “Banana Graffiti” e scopro un mondo: una serie di banane disegnate, coloratissime e di grande impatto visivo. Ecco come ho scoperto il progetto geniale di Marta Grossi, Art Director e illustratrice, che da qualche anno vive a Hong Kong.

1 – Banana Graffiti nasce come lampo di genio oppure è un’idea che ti ronzava in testa da tempo? Quanto e come ti ha ispirato l’Oriente in questo progetto?
L’ispirazione nella mia testa è nata molto prima del momento in cui ho effettivamente realizzato le prime Banana Graffiti. Probabilmente la prima vera ispirazione è nata dopo poco che mi sono trasferita a Hong Kong, quindi 5 anni fa, ed è assolutamente legata ai wet market locali e al prezzo delle banane scritto con un pennarello rosso. Il momento random in cui è cominciato tutto è stato l’ottobre del 2013.

2 – Perché hai scelto proprio questo frutto? Quante banane compri settimanalmente? Hai un fruttivendolo di fiducia?
Per quasi un anno compravo banane e le portavo in ufficio, illustravo e scrivevo frasette ironiche, il nome dei miei colleghi, cose per alleggerire le lunghe giornate di lavoro. Con un clima tropicale come quello di Hk ho sempre fatto scorta di potassio, e le considero un ottimo supplemento per quando mi alleno o faccio sport. Inoltre ne ho quasi sempre una in borsa e spesso le ho usate come post-it.
Ne compro tante, di media ne mangio due al giorno, quindi a casa mia ci sono sempre. A settimana non saprei, forse 12-14…
Per ora non ho ancora un fruttivendolo di fiducia, la maggior parte delle persone ai mercati locali non parla inglese, o ne parla pochissimo. A volte penso: “se solo sapessero che affare ad avermi come cliente fissa”.

3 – Quali sono i tuoi strumenti di lavoro? Cosa hai disegnato la prima volta? C’è un soggetto che ami disegnare di più?
I miei strumenti sono molteplici e spesso improvvisati, dato che la buccia della banana non è un supporto facile come la carta, spesso provo diversi materiali. Generalmente penne e pennarelli, glitter e colori acrilici, materiale da ufficio come puntine, graffette, spille, molto spesso ho dipinto con gli smalti per le unghie, insomma un po’ di tutto. La prima banana che ho dipinto in assoluto si chiama “first” e riproduce la scritta calligrafica “only for real banana lovers” fatta con una penna nera biro e acrilici.

4 – Quanto sono importanti per il tuo progetto le piattaforme social? Quale ti piace di più? A Hong Kong utilizzi un social che è sconosciuto in Italia?
Banana Graffiti è assolutamente un fenomeno sociale, è nato e si è sviluppato attraverso l’uso dei media. Dopo pochi giorni è stato condiviso nei siti di design più famosi e da li si è sparso a macchia d’olio. Ritengo che il contesto di Banana Graffiti sia perfetto per questo tipo di audience, essendo un progetto temporaneo, basato sull’arte effimera del momento e sulla caducità delle cose che non possiamo conservare in eterno. Il social che uso di più è sicuramente Instagram. A Hong Kong uso gli stessi social che userei in italia: Instagram, Pinterest, Twitter, Facebook. Avevo cominciato con WeChat e Weibo, ma poi mi servivano traduzioni e non ci stavo più dentro con troppi social da gestire da sola.

5 – Ho visto su Instagram che hai presentato Banana Graffiti presso l’Hyper Market di Tokyo. Com’è andata? Quante foto ti hanno fatto?!
Hyper Market di Tokyo mi ha voluta come ospite speciale durante il loro primo anniversario, abbiamo quindi pensato che fosse perfetto fare il lancio della collezione Banana Graffiti per Aiino cover in Giappone. É stata la prima volta che visitavo Tokyo e anche il mio primo evento la, ho adorato la città e l’evento è stato un grande successo! Sì hanno fatto molte foto e penso di avere battuto il mio record di banane dipinte durante una live performance.

6 – Hai presentato il tuo progetto sia in Europa che in Asia. Qual è la tua percezione sugli eventi a Tokyo, Hong Kong, Singapore e Milano? Hai un aneddoto da raccontarci?
Devo essere sincera e dire che il progetto è diventato famoso in pochissimo tempo qui in Asia, la stampa e i magazine hanno cominciato a divulgare articoli e notizie, quindi ho avuto un’esposizione mediatica davvero molto forte, quasi dopo poche settimane. A seguito altri posti in giro per il mondo. In Italia le cose sono andate a rilento, tanto che quando sono stata contattata da Iblues (Max Mara) per la nostra collaborazione, il progetto aveva alle spalle già 4 collaborazioni, e un anno di eventi e notorietà a livello internazionale. L’evento di Milano ad Aprile è stato grandioso, e probabilmente la mia soddisfazione per aver colpito anche il pubblico italiano… Anche se un pochino a rilento.

Un aneddoto:
Per la prima collaborazione con Pedder Red, e due eventi ad Hong Kong e Singapore, avevo deciso di esporre le 4 banane dipinte dentro teche di vetro, come quelle per i gioielli. Volevo esporre le banane vere dipinte, avevo creato una storia per ognuna ed erano tutte collegate all’esposizione e alla campagna. Ho dovuto realizzare le stesse 4 banane speciali per 3 volte consecutive: 3 settimane prima dell’evento per lo shooting fotografico, la notte prima dell’evento di Hk e la notte prima dell’evento di Singapore. Questo il prezzo di esporre qualcosa che ha vita molto breve, inoltre stando attenta a replicarle esattamente… ho dormito molto poco in quei giorni!

7 – C’è un evento Banana Graffiti che ti è piaciuto più di altri?
Li considero tutti unici e incredibili nelle loro differenze, considerando molto il posto dove è stato fatto e la tipologia di persone che hanno partecipato. L’interazione con le persone per me è sempre il momento più emozionante, dico sempre che mi divido in pezzettini per parlare, vedere e stare con tutti. Di sicuro quello più impegnativo è stato a Milano, includendo 4 workshop, l’evento è durato 10 ore. Il giorno dopo ero KO e con un viaggio lunghissimo per tornare a Hk.

8 – Hai progetti per il futuro? Pensi di sperimentare la tua arte su altri frutti o verdure?
Ci sono altre sorprese con Banana Graffiti, ho lanciato da qualche giorno una collaborazione speciale realizzata per Beyond Jewelry: una serie limitata di tatuaggi gioiello temporanei con illustrazioni ispirate al mondo di Banana Graffiti. Inoltre alcuni progetti che saranno rivelati a breve. Per il resto continuo a lavorare molto come Creative Director e Artista, precisando che Banana Graffiti non è il mio lavoro, ma solo uno dei miei progetti che da niente si è trasformato in qualcosa di grande e che mi impegna parecchio tempo. Sono molto grata per tutto il successo inaspettato che è arrivato, ma ho lavorato anche molto duro per mantenere alto il livello di attenzione dei varietà con il mio pubblico, gestendo tutto da sola. Per quanto riguarda altri frutti non so, per ora sono ancora focus sulle banane, non escludo altri esperimenti temporanei su materiali e o supporti bizzarri. Alla fine è questo quello che per me è importante, continuare a comunicare un messaggio, e farlo divertendomi.