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Luca Pianigiani di Jumper per 10 Watt Location a Milano

LUCA PIANIGIANI DI JUMPER

Vuoi creare una presentazione d’impatto ma hai dei dubbi? Non sai come tener viva l’attenzione del pubblico? Quale layout è meglio utilizzare? Abbiamo fatto qualche domanda a Luca Pianigiani di Jumper giornalista specializzato in fotografia professionale e cultura dell’immagine.

1 – Ciao Luca, ho assistito ad alcuni tuoi interventi e sono rimasta colpita dal tuo modo coinvolgente di intrattenere il pubblico. Come riesci a tenere viva l’attenzione e a creare empatia con chi ti ascolta?
Una presentazione è uno spettacolo, e segue il ritmo di uno show. Si crea un ritmo crescente, che è legato al tono della voce (non uso quasi mai un microfono, solo nelle sale molto grandi con tantissime persone), alle animazioni delle slide, al creare un percorso narrativo che ha – come in una sceneggiatura – una partenza, uno sviluppo, un climax e un finale. Il finale, spesso, è il punto più debole delle presentazioni: il pubblico deve capirlo, seguirlo, aspettarselo. Si parte insieme, si arriva insieme…

2 – Durante una nostra chiacchierata in 10 Watt, mi hai detto che aiuti i tuoi laureandi a prepararsi a discutere la tesi. Ho trovato molto interessante che, a seconda del carattere di ogni studente, la presentazione viene impostata in maniera differente. Mi dici qualcosa in più? Questo metodo vale anche per l’ambito professionale?
Si, vale anche per i professionisti anche perché considero la discussione di una tesi (sono molto “richiesto” come relatore di tesi anche per questo) la prima vera tappa del lavoro (e l’ultima da studente). La logica che seguo è che un oratore timido, un po’ impacciato, deve trovare forza in quello che proietta sullo schermo. Cerco quindi di individuare i punti di forza e deboli di ciascuna persona, e studio con loro una presentazione che possa equilibrare e rafforzare. Quello che conta è l’insieme: una presentazione si fa non solo con delle slide, ma anche con la gestualità, come il linguaggio del corpo, con l’intensità della voce, con il suono. Se vedo che l’intervento sarà tenuto da una persona (professionista o studente) che ha una propria forza di comunicazione, tendo a semplificare lo spettacolo multimediale e il ritmo per mettere in luce la persona.

3 – Parliamo di grafica e di elementi più tecnici: quali sono le tre caratteristiche che un buona presentazione deve avere? Quali sono invece le tre cose che vanno evitate tassativamente e che ti fanno “sanguinare gli occhi”? (Cito tue testuali parole che hai detto sempre durante la nostra chiacchierata in 10 Watt!).
Il buono
a) Il numero di slide e di animazioni sono un’arma preziosa. La cosa più noiosa al mondo è vedere per minuti la stessa slide. In una mia presentazione di un’ora posso avere anche centinaia di slide, e ciascuna può avere anche diverse animazioni
b) Come già detto, una buona struttura narrativa. L’oratore poi deve sapere esattamente questa storia, e deve raccontarla con coerenza, quasi recitarla, pur mantenendo un approccio assolutamente spontaneo
c) Parlare con le persone. Non ad un pubblico “generale”, bisogna creare una relazione quasi diretta con ciascuna persona, anche solo per un istante. Guardare negli occhi le persone che riusciamo a raggiungere, orientare lo sguardo verso ogni zona per avvicinare tutti. Guardare le loro reazioni aiuta a capire se quello che stiamo dicendo coinvolge, oppure annoia, se l’attenzione si sta perdendo e quindi serve trovare una scappatoia per rianimare tutti. A volte, addirittura, io salto, urlo, scherzo…. oppure creo un momento di silenzio. Si rompe/cambia così il ritmo e si riparte, e tutto questo arriva dall’analisi e interazione con il pubblico.
Il cattivo
a) MAI leggere le slide. Se dobbiamo dire qualcosa non dobbiamo mostrarlo prima, ma dobbiamo farlo apparire nel momento stesso in cui lo diciamo, oppure dobbiamo mostrare qualcosa di complementare. La sorpresa non va rovinata anticipando…
b) Essere impreparati. Se non si segue un percorso che si conosce ci si perde… e prima ancora di perderci noi, perdiamo il pubblico
c) Usare il Comic Sans…

4 – Qual è il layout che ogni slide deve avere?
Qualche consiglio veloce: avere uno stile pulito, ordinato, moderno, che metta in risalto il contenuto. Usare caratteri e grafica curata. Usare come formato il 16:9 che ormai quasi tutti i proiettori sono impostati su questo formato. Usare una dimensione del testo grande (almeno 50 punti). Scrivere poco su ogni slide. Usare animazioni.

5 – Parlaci dei metodi e dei programmi 2.0 che utilizzi. Consigli di inserire dei contenuti multimediali? Quali programmi usi?
Uso quasi sempre per le presentazioni Keynote, ovvero la versione di Apple di PowerPoint. Rispetto al software di Microsoft, Keynote dispone di animazioni migliori, più fluide, permette di inserire e di usare al meglio i contenuti multimediali (che sì, super consiglio…). Se devo pensare ad un solo motivo per avere un Mac, questo è Keynote (che comunque c’è anche per iPad/iPhone, con qualche limite, ma pochi). C’è stato un periodo in cui era molto di moda usare Prezi, una soluzione interessante per creare percorsi di navigazione alternativa, ma dopo un po’ secondo me annoia e fa venire il mal di stomaco, io personalmente non amo usarlo. Preferisco, invece, usare software di montaggio video e animazione da integrare nelle presentazioni, anche se riesco con le animazioni di Keynote a realizzare quasi tutto. Per il futuro, intendo usare sempre di più strumenti di animazione HTML5

6 – Alcune aziende inseriscono il logo nella parte bassa di ogni slide, altre lo utilizzano come sfondo. Qual è la tua opinione? Trovi che sia un elemento da eliminare?
Si, vanno eliminati! E’ una pratica che non aggiunge nulla alla comunicazione aziendale e invece annoia e crea problemi di strutturazione dei contenuti che devono seguire a quel punto delle regole imposte non solo dalla rigidità del layout, ma anche dalle regole di rispetto del logo. Non ho mai visto tanta inciviltà grafica nei confronti dei loghi come nelle presentazioni di Powerpoint dei manager. Secondo me il logo deve apparire all’inizio, dove si dice che è la persona dell’azienda X che sta parlando, e poi alla fine, come ringraziamento/chiusura finale. Tra le cose peggiori, comunque, certamente al primo posto è il logo centrato e grande sotto i contenuti di tutte le slide…

7 – Ci fai vedere un modello ben strutturato?
Ci sono maestri della presentation. Il migliore della nostra epoca? Steve Jobs… Le sue presentazioni non erano le “più belle” dal punto di vista grafico, ma erano eccezionali per ritmo, efficacia, magia. Se volete capire cosa è un ritmo vincente, guardatevi i suoi keynote storici.

8 – Concludiamo con uno sguardo al futuro: come si presenteranno i contenuti tra dieci anni?
Tendo a guardare non così lontano, credo che chiunque, specialmente nel settore della comunicazione, profetizzi quello che potrebbe succedere tra dieci anni non può essere preso sul serio: questo è un mondo che cambia ogni sei mesi. Se posso ridurre la visione a “qualche anno”, penso che ci saranno evoluzioni di due tipi:
1) Proiettori minuscoli ad alta qualità che consentiranno di superare il problema della scarsa disponibilità tecnica di molte sale che contribuiscono ad una cattiva resa. Chi farà presentazioni di qualità se lo porterà sempre dietro per garantire la massima resa. Ci sono già alcuni modelli, ma sono poco potenti e ancora di qualità non sufficiente
2) Realtà aumentata che permetterà di “collocare” dei contenuti interattivi e multimediali nella sala, e non solo sul palco/schermo. L’aria e lo spazio attorno a noi sarà il supporto del futuro, e noi ne saremo avvolti.