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organizzare Team building virtuali a milano

JO BASSANI DI DIETROLEVENTO: I VIRTUAL TEAM BUILDING AI TEMPI DELLO SMART WORKING

Abbiamo incontrato Jo Bassani event organizer di Staff Team building by Dietrolevento, agenzia, ma soprattutto partner dinamico che supporta l’azienda dalla consulenza creativa alla realizzazione di eventi e Team Building Innovativi…anche ai tempi del Covid!

1 – Siete una realtà molto social e come primo approccio abbiamo guardato la vostra pagina Facebook. Ci sono piaciute le citazioni che postate: ogni mattina bisogna dare la carica giusta al team per raggiungere gli obiettivi, come continuare a stimolare i dipendenti dopo un vostro team building?

Molto spesso ci interfacciamo con i dirigenti delle aziende e i responsabili delle risorse umane che organizzano attività di Team Building affidandosi al nostro Staff. Siamo stati presso Redecam Group, passando da un ufficio all’altro ci hanno fatto notare, vicino all’aera ristoro, una bacheca dove erano presenti cartoline delle vacanze, foto di bambini, figli dei dipendenti, e le foto dei colleghi durante i nostri Team Building. È stato emozionante e allo stesso tempo ci fa capire come vengano viste le nostre attività che ci piace definire ludico/formative. Il legame tra i partecipanti si rafforza e anche la consapevolezza delle capacità personali e del gruppo hanno effetti che durano e crescono nel tempo, spesso diciamo “un panettone lo mangi, lo digerisci e lo dimentichi.. un’esperienza è per sempre“. Sono convinto che un dipendente non debba essere stimolato, ma formato in continuazione e nel modo meno invasivo possibile. Quindi alla domanda “come stimolare i dipendenti dopo un team building?” rispondo “Facendone un altro… e un altro ancora!”.

2 – Sui social postate anche video di cartoni animati, che sono generalmente utilizzati in un contesto ludico, riservato a bambini e ragazzi. Come e perché li utilizzate in un ambiente “corporate”? Quale messaggio volete trasmettere?

Come società siamo nati in un periodo storico molto particolare…era la fine del 2008 nel pieno di 2 grandi cambiamenti, da una parte la crisi economica dall’altra l’esplosione delle social community e i servizi on line. Abbiamo scelto di cavalcare l’onda della new economy scegliendo di basare tutta la nostra avventura avvalendoci delle tecnologie che la rete ci proponeva ogni giorno. Siamo stati per conto di Google tra le prime aziende a sperimentare i servizi cloud con grandi risultati. Il linguaggio dei social è cambiato ed è diventato sempre più immediato e breve, la scelta dei “corti animati” e “vignette divertenti” è stata la nostra risposta.

3 – Perché possiate consigliare ai vostri Clienti la location ideale, per un team building indoor, quali caratteristiche e allestimenti di base deve avere?

La location è il contenitore dell’evento. È fondamentale che sia adeguata al tipo di evento proposto, non si può servire dello champagne in una tazzina da caffè come non si può servire un ottimo caffè in un flute. Le location con diverse opzioni di “settaggio” e una buona attrezzatura sono sicuramente quelle più compatibili con i nostri format, non possono mancare un buon impianto elettrico, tutti i sistemi di sicurezza antincendio, e una buona illuminazione. Di base la location ideale è gestita da uno staff con degli ideali che entrano in sintonia con gli organizzatori e il cliente creando una sinergia di cooperazione e con un unico obiettivo comune, un evento di successo. Ad esempio, l’impatto con 10 Watt è stato senza dubbio positivo! Siamo diventati abili nell’adattare un particolare format alla location specifica e dobbiamo ammettere che 10 Watt si sposa benissimo con parecchi format che abbiamo già realizzato in passato, ma anche con delle idee in fase sperimentale che sicuramente vi proporremo nel prossimo periodo.

4 – Tra le varie attività che proponete ce n’è una che viene maggiormente richiesta?

Così come la maggior parte dei settori lavorativi, anche il Team Building segue la “moda o tendenza del momento”: Quando è esplosa l’era di Masterchef, il format sul quale spingevamo era lo showcooking con il coinvolgimento degli ospiti. Con l’avvento dei talent abbiamo pensato un format “show must go on” che prevedeva una parte di workshop di danza e recitazione seguita dalla performance degli ospiti sul palco. Al concept “social & charity” abbiamo abbinato il format “Social building”, in cui le creazioni degli ospiti venivano devolute in beneficenza. Abbiamo anche sperimentato dei format di “escape game” con lo scopo di testare le skill degli ospiti in momenti di “pericolo” e in questo particolare periodo ci stiamo concentrando su i team building virtuali per favorire il coinvolgimento tra colleghi anche durante lo smart working.

5 – Generalmente vengono proposti dei format di team building indipendentemente dai valori del brand, dall’età dei partecipanti e dalla location. La vostra forza è invece quella di creare attività “su misura”: quali elementi considerate per “disegnare” attività mirate?

Ci piace partire dall’obiettivo finale che cerca il cliente richiedente: ci hanno chiesto di fare un opera socialmente utile, di far digerire una crisi dove erano previsti licenziamenti, di far da pacieri tra reparti in disaccordo, di conoscersi meglio, di imparare qualcosa di nuovo, di visitare una città etc. Ogni volta per noi è una sfida nuova quindi facciamo una vera e propria indagine dove chiediamo se hanno già fatto TB e quali, l’età media dei partecipanti, la professione, la percentuale di uomini e donne, se sono colleghi della stessa sede o sedi differenti, la lingua che parlano, ogni elemento per noi facilita la creazione dell’attività che andiamo a proporre.

6 – I team che hanno le migliori performance e godono di un elevato senso di benessere sul luogo di lavoro, svolgono attività di team building e si prendono periodicamente del tempo per divertirsi insieme. Ma come fare quando si lavora a distanza o in smart working? Come si è evoluto e si evolverà il mondo dei team building in seguito all’emergenza Covid-19?

Il team building è uno strumento che fa parte della “formazione esperienziale”: una metodologia che promuove l’apprendimento facendo vivere l’esperienza in prima persona. Per far fronte all’emergenza Covid-19, in questi ultimi mesi sono nati i format di “virtual team building” che prevedono l’utilizzo delle piattaforme più conosciute. Esse permettono la suddivisione dei partecipanti in “breakout room” (stanze virtuali) all’interno delle quali possono competere e collaborare in contemporanea in “escape room virtuali” o altre attività di gaming, per scopi meramente ludici e/o per approfondire specifici focus didattici quali la comunicazione e il team a distanza, la gestione dell’imprevisto e, soprattutto, mantenere l’identità e la motivazione del team. Come in tutti gli eventi digital, gli ospiti si possono collegare facilmente alle piattaforme ed essere accolti da un relatore che, da una location allestita con green screen e regia strutturata (o più semplicemente da casa), terrà il suo discorso in occasione della convention o “dell’interactive meeting”. La parte di team building può essere essenziale o complementare alla convention per mantenere alta l’attenzione dei partecipanti, che si sfideranno in diverse prove ludiche suddivisi nelle room virtuali. Dal 2008, anno in cui è nata la società, viviamo ogni giorno nella modalità che adesso chiamano “smart working” e siamo consapevoli che si tratti di uno stile di vita particolare, di cui ne apprezziamo tutte le potenzialità. Capiamo però anche che per molti lavoratori non sia stato facile digerire questo distanziamento forzato. Non saprei se parlare di “evoluzione” in ambito di team building e formazione: si tratta di un metodo diverso. In futuro, non appena sarà possibile “uscire”, i team building e la formazione esperienziale torneranno ad essere presenziali e verranno nuovamente erogati negli spazi indoor e outdoor delle location. Per adesso teniamo duro e sfruttiamo l’online con tutti i suoi mezzi, grazie ai quali si può comunque fornire un servizio di altissimo livello.