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Intervista al Regista Fabrizio Azzellini di Taka Film Milano

FABRIZIO AZZELLINI CEO DI TAKAFILM

Abbiamo incontrato Fabrizio Azzellini, CEO della casa di produzione TAKA Film – regista, direttore artistico e creativo. Si è formato presso la prestigiosa New York Film Academy, la scuola di regia di Robert De Niro. Le sue esperienze lavorative dagli Stati Uniti alla Cina lo hanno arricchito professionalmente e oggi tutte queste conoscenze le ha portate a Milano, perché è il suo paese di origine e perché gli piace contribuire alla crescita del Made in Italy riconosciuto in tutto il mondo. Molte richieste pervengono dall’Europa e molte aziende, anche multinazionali, hanno una sede in questa città, pertanto c’è molto da sviluppare e realizzare, creando anche delle partnership con le location.

1 – Ciao Fabrizio, il tuo percorso formativo e lavorativo spazia da New York a Shangai: quale insegnamento artistico – professionale ti porti dentro di queste due città?

Credo che le cose davvero importanti che si portano dietro da un’esperienza di questo tipo siano luoghi visitati e le persone conosciute: ognuno di questi ti lascia dentro qualcosa che in un qualche modo plasma il tuo modo di pensare arricchendoti a livello culturale e personale. Ti insegna ad aprirti alle opportunità e alle sfide che la vita ti offre e ad affrontarle con entusiasmo.

2 – Molti giovani che non trovano lavoro in Italia attualmente emigrano all’estero. Tu invece hai seguito il percorso inverso e sei tornato in Italia, a Milano (nonostante tu sia romano). Come mai hai scelto proprio questa città? Cosa c’è qui – artisticamente parlando – che manca da altre parti?

Non credo che si possa esattamente parlare di qualcosa che manchi in un paese rispetto ad un altro. Ogni paese ha, a suo modo, qualcosa da offrire e che lo rende unico. Usando un termine cinematografico il “tourning point” che mi ha spinto a tornare in Italia è stato l’incontro con Kristine. Insieme abbiamo deciso di trasferirci a Milano in quanto la riteniamo la città italiana più internazionale e con maggiori contatti con l’Europa in generale, e poi diciamocelo, a Milano si vive bene. Per quanto mi riguarda, inoltre, la scelta di tornare in Italia è stata dettata dalla volontà di voler dare qualcosa a quello che è il mio paese di origine e contribuire così alla crescita del Made in Italy riconosciuto in tutto il mondo. Un po’ come quando i legionari dell’antica Roma partivano alla volta della Gallia per fare la loro gavetta e poi tornavano a Roma per essere Cesare. Sono uno che va contro corrente lo so, ma credo ancora nell’idea dell’Italia come “Il Bel Paese”.

3 – Quando Simona, event sales manager di 10 Watt, mi ha parlato di TAKA film mi è subito piaciuto il nome “TAKA”: cosa significa e come lo hai scelto?

Nel nome TAKA permane quell’idea di internazionalità che contraddistingue noi e il nostro team. La mia compagna Kristine è lettone e il nome deriva appunto dalla sua lingua madre, nella quale il termine TAKA significa l’unico percorso che puoi intraprendere, l’unico sentiero nella foresta che ti condurrà dall’altra parte. Questo per dimostrare anche la passione e la dedizione per il nostro lavoro, che è in qualche modo anche la nostra vita e la nostra strada. Inoltre TAKA è un termine facile da ricordare, il che, nel mondo della comunicazione risulta essere sempre un vantaggio.

4 – Quanto conta oggi la comunicazione visiva per le aziende e perché dovrebbero investire sempre più in questo ambito? Quali vantaggi comporta un video al brand in un lungo termine di tempo?

Secondo me ci sono due momenti storici importati che hanno portato a grandi cambiamenti nel modo di comunicare: per prima cosa – dagli anni 90 a oggi – il mondo visivo nel quale eravamo immersi era quello della fotografia poi, con l’avvento di internet e dei cellulari l’audiovideo è diventato l’unico mezzo per entrare in contatto con i consumatori. Un aspetto importante, in aggiunta, che mi preme sottolineare e che vorrei passasse soprattutto alle aziende è che il video non deve essere concepito solo in relazione al prodotto perché sarebbe come sminuirne le sue potenzialità: il video è un’espressione dell’azienda stessa, della sua anima, più anima c’è e più i consumatori si legano al brand. Il nuovo step, che noi di TAKA stiamo già sperimentando da alcuni anni è l’incontro, il matrimonio tra cinema e moda. Per darvi qualche esempio basta vedere il nuovo video di Burberry, una vera e propria opera cinematografica destinata alla moda, o alla serie televisiva West World, dove il connubio tra cinema e moda è fortissimo.

5 – Che relazione c’è tra produzione video e scelta della location e quali sono le caratteristiche indispensabili che lo spazio deve avere?

La location, qualunque essa sia, è un aspetto fondamentale per le case di produzione perché definisce il mood del video e una scelta sbagliata può, del tutto, comprometterne il successo. Per questi motivi, per una casa di produzione avere uno studio con cui collaborare aiuta tantissimo. Inoltre poter vendere una soluzione unica che comprenda location e produzione può costituire un posizionamento molto competitivo sul mercato. Questo è quello che vorremmo realizzare insieme al team di 10 Watt – che dispone di sei spazi – una sinergia che possa posizionarsi sul mercato come un’unica entità competente e vantaggiosa per il cliente, una soluzione unica e che sia di riferimento per il panorama delle produzioni video milanesi ed europee.

6 – Sulla vostra pagina Facebook avete pubblicato il video per Natale “My dark side” che si discosta totalmente dai canonici simboli e colori natalizi. Il mood è black and white e “gothic chic”: come mai questa scelta geniale e irriverente?

Questo video è nato in realtà da una collaborazione con un famoso makeup artist nostro amico, Michele di Giovanni per realizzare un progetto di divertimento. Il fatto che poi ci stessimo avvicinando al Natale ci ha fatto pesare “e perché non utilizzarlo come video per gli auguri di Natale?”. Il mood non convenzionale poi ci ha convinti ancora di più ad utilizzarlo come video natalizio. La comunicazione non è più convenzionale e spesso ha bisogno di distinguersi. Penso che questo riassuma un po’ il nostro stile, seguiamo la nostra passione e il nostro istinto, la moda ci accompagna e ispira sempre in ogni nostro lavoro, inseguiamo il bello, una scelta che funziona e conquista.