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Riccardo Marcialis - Assaggia il Suono - 10 Watt Milano

ASSAGGIA IL SUONO

L’insieme dei suoni prodotti individualmente da ogni singolo elemento in movimento produce rumore. Il rumore è il secondo fattore di inquinamento. Ambientale e sociale.

La differenza tra suono e rumore
Innanzi tutto, suono e rumore rientrano nelle competenze dell’acustica che è la disciplina scientifica che studia le caratteristiche dei suoni. Spesso, suono e rumore, sono due effetti che vengono considerati simili o un tutt’uno. Ma la differenza è sostanziale. La percezione soggettiva tende a collegare la parola “suono” a qualcosa di piacevole mentre, la parola “rumore” a qualcosa di fastidioso. Però, se considerati dal punto di vista fisico, un suono è prodotto da oscillazioni rapide e regolari, mentre un rumore è prodotto da vibrazioni discontinue e casuali. Un fatto molto importante è che suoni e rumori sono una forma di energia, in qualche modo paragonabile alla luce o all’elettricità, costituita da onde create da vibrazioni ottenute in migliaia di modi diversi. Questo ovviamente influisce sia positivamente che negativamente sul nostro organismo. Questo è il motivo per cui parleremo di acustica nei locali dove si prepara e si consuma cibo.

Rumore incidente e rumore riflesso
Sono i due modi in cui il suono e il rumore arrivano non solo ai nostri orecchi ma anche su tutto il nostro organismo. Il suono o il rumore incidente è quello che percepiamo direttamente dalla sua fonte. Ad esempio una persona che ci parla, una canzone che ascoltiamo vicino alla radio. Il suono o il rumore riflesso, invece, è quello che ci arriva di “sponda” ovvero non direttamente ma rimbalzato su una superficie più o meno riflettente o più o meno assorbente.

Sapete qual è la differenza tra queste due tipologie? Dato che il suono e il rumore si propagano a onde, nel nel caso incidente, noi percepiamo i suoni separati e in modo quasi individuale dipendentemente dal loro volume. Nel caso riflesso, i vari suoni e rumori che si propagano in un ambiente vanno a “sbattere” su superfici più o meno riflettenti o assorbenti e si fondono tra loro costituendo un mix caotico che si infila nei nostri orecchi e nel nostro organismo.
Ma pochi se ne accorgono.

I rumori Primari
Sono quelli percepiti in modo chiaro e preciso. Quelli di cui riconosciamo l’origine e che sapremmo come eliminare. Possono essere rumori che provengono dal laboratorio di una pasticceria o gelateria. Oppure dalla cucina di un ristorante o pizzeria. Non stiamo parlando solo del “naturale” rumore provocato dal movimento dei macchinari e delle attrezzature professionali. Intendiamo anche il caos provocato da alcune tipologie di operatori che si immedesimano batteristi e con mestoli e spatole battono sui piani di metallo, su bastardelle appese o sui bidoncini delle materie prime o cantano a squarciagola. Ma non solo; c’è anche chi sbraita, impreca e a volte anche bestemmia. E il tutto arriva in negozio stralunando i clienti. L’ordine che deve vigere in un laboratorio o in una cucina non riguarda solo quello degli oggetti e degli strumenti. Ci deve essere anche un ordine “acustico”. Primo per non creare disturbo al negozio. Secondo per non interferire con il flusso di lavoro. Ma anche il negozio fa la sua parte: il rumore assurdo e disordinato delle tazzine e piattini quasi gettate al volo nel banco di servizio o sulla macchine del caffè. E così pure cucchiaini e bicchieri. Per non parlare dei colpi da martello pneumatico provocato dalla lattiera battuta ripetutamente sul banco per ottenere chissà quale miglioramento al latte per il cappuccio.

I rumori Parassiti
Sono quelli percepiti in modo confuso e indefinito. Quelli di cui non riconosciamo l’origine ma sono fastidiosi come le zanzare. Possono essere prodotti incautamente, casualmente o per difetto. Possono essere rumori che provengono dal cigolio o dallo sbattere di una porta. Ma anche dal flusso continuo dell’acqua nel lavandino del bar. Il ronzio di un reattore dei neon e, persino, i tacchetti della cameriera. Non stiamo facendo i maniaci. Queste cose accadono continuamente, non dappertutto grazie a Dio, e la cosa più seria è che si insinuano nella nostra vita quotidiana al punto che corriamo il rischio di non accorgercene.

Dulcis in fundi. La musica
Questo è un tasto veramente dolente. Finché si ascoltano generi musicali per proprio conto il danno è limitato a poche persone, ma quando in un locale pubblico si pretende di imporli ad altri è un disastro. La musica “sbagliata” ha risvolti negativi ancora peggiori di quelli del colore. Gli esperimenti e le applicazioni in questo senso hanno dato risultati impensabili. In un retail di ristorazione sia pasticceria, gelateria o ristorante o pizzeria la musica può imporre un errato ritmo di magiare con conseguenti problemi digestivi ma anche operativi perché il ritmo sbagliato può ripercuotersi negativamente anche sul flusso di lavoro rallentando o stressando il personale e spesso anche il proprietario. Una delle soluzioni più deplorevoli per dare musica a un locale è quella di sintonizzarsi su una stazione radiofonica. C’è molta gente nelle radio che non ha idea di cosa stia trasmettendo e di cosa stia dicendo. Anche in questo caso lasciate perdere il gusto personale e affidatevi a chi vi può dare un prodotto che vi aiuti nel lavoro. La musica non è solo ritmo e poesia. È energia che può diventare positiva ma anche negativa.

E adesso i rimedi
Il primo e sano consiglio è quello di affidarvi a degli esperti. Tutto sommato, considerando poi i risultati, vi accorgere che non li avrete pagati così tanto come poteva sembrare all’inizio. I vostri sforzi, fisici ed economici, vi saranno ben ripagati se lo comunicherete ai vostri clienti come vostra attenzione, al bene ambientale e sociale, a loro dedicata. Il secondo e semplice consiglio è quello di “ascoltare” il vostro negozio per percepire quei rumori che voi stesso da solo potreste benissimo eliminare senza alcuna spesa. Riparando le porte cigolanti e i reattori ronzanti ed educando i vostri collaboratori a lavorare come nel “gioco dell’educato silenzio”.